Degustazione Vini

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La Cantina Storica — Borgo Castelvecchi

Radda in Chianti · dal X secolo

La cantina
millenaria

Mille metri quadrati scavati nella storia, tra fondamenta di un antico maniero e botti che custodiscono i vini del Chianti Classico.

Una storia parzialmente avvolta
nel mistero

Le origini di Castelvecchi risalgono al X-XI secolo, testimoniate da antichi documenti altomedievali denominati Carte dei Capitani di parte guelfa, nei quali la località era già citata come “Castello et Curtis” — a dimostrazione della sua funzione militare e della presenza di una corte.

Ciò che oggi ospita le botti e i vini del Chianti Classico era, un millennio fa, la struttura difensiva di un castello. Le pietre parlano ancora.

Dieci secoli
in cinque momenti

X–XIsecolo

Castello et Curtis

Le prime citazioni documentate collocano Castelvecchi come fortezza militare e corte. La vicinanza con la Pieve di Santa Maria Novella — di proprietà della Santa Sede — ne fa un luogo conteso, bersaglio degli attacchi dei vassalli di Monterinaldi.

autonomia

Sotto la protezione della Santa Sede

Dopo i conflitti con i vassalli di Monterinaldi, la località si dichiara autonoma e si sottomette unicamente alla difesa e al controllo della Santa Sede — una “garantigia” che le conferisce uno statuto particolare nel panorama del Chianti medievale.

XVIIIsecolo

La nascita della Fattoria

Con il definitivo scioglimento dell’Antica Lega del Chianti — voluto dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena — ha inizio la storia agricola moderna dell’attuale Fattoria Castelvecchi. Don Urbano dè Vecchi riorganizza gli spazi: costruisce la nuova Villa, realizza il parco e amplia notevolmente i terreni. È in questo momento che il nome dè Vecchi si lega per la prima volta al luogo, dando origine alla denominazione Castel dè Vecchi, poi Castelvecchi.

~1800le cantine

Le cantine di invecchiamento

Don Urbano utilizza le fondamenta di una precedente struttura militare per costruire le cantine di invecchiamento — circa 1.000 metri quadrati di spazio sotterraneo. La presenza nel corridoio museale di aperture tipiche di un antico maniero testimonia ancora oggi le origini difensive di questi ambienti.

193026 dicembre

Il Consorzio del Chianti Classico

Abelardo Gutierrez de la Solana — Grande di Spagna, erede di don Urbano — entra a far parte dell’appena costituito Consorzio di produttori del Vino Chianti, oggi Consorzio del Chianti Classico. Un atto che sancisce ufficialmente Castelvecchi come produttore nella zona più prestigiosa del vino toscano.

Le cantine storiche di Castelvecchi

Fondamenta di un
antico maniero

Le cantine storiche di Castelvecchi si sviluppano su circa 1.000 metri quadrati di ambienti sotterranei, ricavati sulle fondamenta di quella che fu una struttura difensiva medievale.

Percorrendole, nel corridoio museale si incontrano le aperture originali del maniero — strette, profonde, orientate — testimonianza silenziosa di una funzione molto diversa da quella attuale. Oggi quegli stessi spazi custodiscono i vini biologici del Chianti Classico prodotti per gli ospiti di Castelvecchi.

1.000 m² di cantina
X secolo d’origine
300 ettari di tenuta

Soci fondatori del
Chianti Classico

Il 26 dicembre 1930, Abelardo Gutierrez de la Solana — Grande di Spagna e erede della famiglia de Vecchi — firmò l’atto di adesione all’appena fondato Consorzio di produttori del Vino Chianti, oggi noto come Consorzio del Chianti Classico.

Un gesto che rifletteva la lungimiranza di una famiglia che, generazione dopo generazione, aveva trasformato una fortezza medievale in una delle fattorie storiche del cuore del Chianti.

26 dicembre 1930

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